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Acquisto prima casa, il fisco concede sconti

Posted on luglio 23, 2013 by francesca in Notizie mondo Immobiliare
Notizie Immobiliari: Acquisto Prima casa

Notizie Immobiliari: Acquisto Prima casa

Nonostante la crisi, per la maggioranza degli italiani acquistare la prima casa è il sogno nel cassetto da realizzare, il punto fermo da cui partire. E il fisco, almeno su questo, da sempre incoraggia questo sforzo. Le imposte da corrispondere all’erario all’atto dell’acquisto, infatti, sono molto più contenute rispetto a quelle ordinarie, a condizione di rispettare i requisiti previsti dalla norma (vedi box 1). Tuttavia le imposte cambiano a seconda delle caratteristiche del venditore e dell’acquirente, per cui occorre fare una serie di distinguo. In linea generale, ipotizzando che l’acquirente sia un privato con i requisiti “prima casa” e non si tratti di “alloggi sociali”, possiamo distinguere tre ipotesi principali. Se il venditore è un soggetto non Iva, l’agevolazione consiste nell’imposta di registro ridotta dal 7% al 3% più le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa (168 euro ciascuna) in luogo, rispettivamente, del 2% e dell’1%. Se invece la parte venditrice è un’impresa “costruttrice” o che ha ristrutturato l’immobile e la vendita si conclude entro 5 anni dall’ultimazione dei lavori (oppure dopo i 5 anni ma l’impresa opta per l’applicazione dell’Iva), l’acquirente deve versare l’Iva al 4%, più le imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa, pari cioè a 168 euro ciascuna. Se infine la cessione è effettuata da un’impresa “non costruttrice”, oppure il venditore è un’impresa costruttrice o che ha ristrutturato l’immobile ma la vendita avviene dopo 5 anni dall’ultimazione dei lavori (senza optare per l’Iva), si versa l’imposta di registro al 3%, più le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa (168 euro ciascuna). Le cose andrebbero molto peggio in assenza dei requisiti per fruire delle agevolazioni “prima casa”: l’aliquota Iva aumenterebbe al 10% (21% se il fabbricato è “di lusso”), più le imposte di registro e ipocatastali in misura fissa; oppure, se non si applica l’iva, si pagherebbe l’imposta di registro al 7% e le imposte ipotecaria e catastale rispettivamente al 2% e 1%. Ma come evitare le maggiori aliquote? I benefici prima casa competono solo se si realizzano alcune precise condizioni. Innanzitutto è richiesto che l’acquisto riguardi un’abitazione non “di lusso”: per verificare se un immobile è considerato di lusso, occorre far riferimento al Decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 agosto 1969 (Gazzetta Ufficiale n. 218 del 27 agosto 1969). Accertato che si acquista un’abitazione non “di lusso”, i benefici spetteranno, indipendentemente dalla categoria catastale dell’immobile, ma sempre in presenza di altre precise condizioni.

Fonte: Il Messaggero.it


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